TAXI ADRIANO FERRACIN N.C.C.

  • Ferracin Adriano
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ORGANIZZAZIONE VIAGGI NEL DESERTO

Francesco Ferracin è il responsabile dell'arrivo della 10 miglia del Montello, la corsa di Salvatore Bettiol. Volontario inscantabile, da sempre impegnato (e presente) nel mondo delle corse.

Francesco Ferracin è un organizzatore di viaggi avventura sulla sabbia nordafricana. Il progetto nasce dalla volontà di realizzare in completa autonomia una proposta di viaggio in quei luoghi che ora conosce come le sue tasche, offrendo a “persone normali” la possibilità di un viaggio nel deserto, senza per forza passare per un’agenzia viaggi che ti salassa, e senza nemmeno il rischio fisiologico insito nel fai da te. L’obiettivo era quello di far assaporare i colori e le emozioni del deserto anche a chi ha voglia di goderselo contando unicamente sulle proprie gambe come mezzo di trasporto, vuoi per una spiccata indole salutistica, vuoi per lanciare una sfida a se stessi, oppure semplicemente per condividere un’esperienza unica con persone nuove ed accomunate dalla stessa passione; non una gara quindi, visto che esistono già diverse manifestazioni blasonate che offrono le occasioni giuste per gli spiriti agonisti, bensì un’opportunità di viaggio accessibile più o meno a tutti (tasche comprese!), dove prevale lo spirito del gruppo e della solidarietà (ci si aspetta tutti, per intenderci) alla scoperta di un luogo che sa essere accogliente ed ospitale e che, inevitabilmente, ti ruberà il cuore. Grazie alla rete di conoscenze che ha costruito negli anni, Francesco può ora contare su persone fidate che, in loco, hanno la possibilità di predisporre tutta la logistica necessaria al viaggio nel deserto: tende beduine, cibo e bevande, acqua, docce, furgoni di accompagnamento provvisti di ogni necessità. A Francesco non rimaneva altro che trovare un gruppo di temerari disposti a sperimentare la sua idea di viaggio e testare anche la prima avventura nel deserto a piedi!

L'ESPERIENZA DEL 2005

Ed ecco che finalmente, nel 2005, nasce la prima la “combriccola” di dieci veneti, pronta per la partenza verso la Tunisia. Qui Francesco inizia a raccontarmi, veloce come un treno, come si sono snodate le prime esperienze, inframmezzando la descrizione del viaggio “normale”, con trasferimenti in fuoristrada o furgone, con l’escursione a piedi. Si arriva tutti assieme a Tunisi, in aereo, dove ci si prepara psicologicamente all’entrata nel deserto trascorrendo qualche giorno in un bell’albergo a cinque stelle, spaparanzati in piscine fresche e rilassanti, ottimo luogo per conoscersi meglio e per iniziare a costruire il fondamentale “spirito di gruppo”. Finalmente si parte per la prima tappa di questa avventura, Tozeur, che sorge in un'oasi ai margini del Sahara, a sud-ovest di Tunisi. E’ ancora presto per vedere le dune, visto che il paesaggio desertico si apre, in lontananza, sullo Chott el-Jerid. Bisogna infatti sapere che ci sono tre tipi di deserto che caratterizzano il Sahara: l'Erg delle grandi dune di sabbia, che tutti noi abbiamo comunemente in mente quando pensiamo al deserto africano, la superficie piatta e pietrosa dell'Hammada, e la crosta salina dello Chott, regno dei miraggi. Chicca di Tozeur è senz’altro il palmeto, a detta di molti il più bello della Tunisia grazie alle centinaia di sorgenti che irrigano l’oasi, ma è anche l’occasione per visitare la medina (città vecchia), molto particolare e suggestiva per le decorazioni berbere delle case, molto simili ai disegni geometrici a bassorilievo dei famosissimi tappeti. A pochi chilometri da Tozeur, incontriamo l’oasi di Nefta, che spicca verdissima e lussureggiante su un altopiano arido ed eroso dalla sabbia. Perla e centro spirituale del Bled el Djerid ("terra delle palme"), Nefta è meta di numerosi pellegrinaggi alle 24 moschee che si trovano al suo interno. Anche qui le case a forma di cubo, fatte in tufo e con il tetto piatto, hanno le classiche decorazioni viste a Tozeur. Qui scopriamo, stupiti proprio come dei bambini, che Nefta (ed altre mete della Tunisia) è stata set del IV episodio di Star Wars!! E chi l’avrebbe mai detto…C’è anche il tempo per ritornare indietro verso Tozeur per un passaggio d’obbligo a Rijm Maatoug dove la guida (oramai grande amico di Francesco da diversi anni) ci mostra in diretta, con le sue stesse mani (!!!), l’estrazione di alcune rose del deserto!! Ognuno ha la sua piccola rosa in mano, ed un’emozione forte percorre tutti, ammirando questa incredibile creazione della natura…. Raggiungiamo quindi Kairouan, la quarta città santa dopo la Mecca, Medina e Gerusalemme, e iscritta dall'UNESCO tra i patrimoni dell'Umanità. Qui troviamo una delle più antiche moschee del mondo, la Grande Moschea, simbolo della città. Kairouan è famosa anche per i tappeti che portano il suo nome. Le case di Kebili, invece, sono bianchissime, e l'oasi di Nefzaoua inizia appena terminano le case e le strade cittadine, con le sue piacevoli piscine (fontane). La fontana pubblica della cittadina, che risale ai tempi dei Romani, è senza dubbio l’attrazione principale della città. Kebili è il punto di partenza di numerose escursioni nel deserto del Sahara, ed è tappa del nostro viaggio che ha come meta finale Douz. Ci attende poi l’oasi di Ksar Ghilane, poco descritta nelle guide, situata alle porte del Grande Erg Orientale, il tratto di Sahara sabbioso. Finalmente i nostri occhi e le nostre gambe affondano in campi di dune che si estendono ben oltre l’orizzonte che riusciamo a percepire. Qui ci si arriva solo con la jeep o a piedi, ci sentiamo degli Indiana Jones!! A Ksar Ghilane ci si ferma almeno un paio di giorni, trascorrendo le notti in una tenda beduina, sotto un cielo altissimo di stelle luccicanti, sorseggiando un fumante the alla menta seduti tutti intorno ad un fuoco, mentre la guida ci racconta di leggende e storie incredibili. Abbiamo anche il tempo per qualche tuffo in una piscina naturale di acque termali a 40°, situata all’interno dell’oasi. Uno degli ultimi luoghi che visitiamo è Matmata, un villaggio di origine berbera arroccato a 600 metri di altitudine. Situato alle porte del Sahara, è caratterizzato da una singolare architettura troglodita ed è divenuto meta di numerosi turisti dopo essere stato set del film Guerre stellari, Episodio IV. Il paesaggio qui è lunare, un deserto di roccia apparentemente cosparso di crateri (in realtà colline scavate e trasformate in abitazioni troglodite). Finite le riprese di Star Wars, parte del set è stato trasformato nel primo hotel interamente dislocato sotto il suolo, dove si ha la sensazione di vivere dentro un film di fantascienza. Ed il nostro viaggio termina a Douz, città della Tunisia conosciuta come "la porta del Sahara", ospitata nell'oasi più grande della Tunisia, dove passiamo un altro paio di notti in albergo, per scrollarci un po’ di sabbia di dosso e per concederci una bella doccia liberatoria, quasi a riprendere contatto con il mondo civile. Proprio da Douz parte, per i più temerari, la variante “a piedi” nel deserto, costituita di quattro tappe di 25 chilometri ciascuna, per raggiungere l’oasi di Ksar Ghilane, seguendo un antico tracciato creato da viaggiatori e carovanieri di un tempo lontano. Questa è la vera “chicca” pensata da Francesco, sempre in massima sicurezza e considerando ogni dettaglio, per permettere ai viaggiatori di dedicare mente, cuore ed anima solo ed unicamente al deserto. Francesco mi confessa quanto sia comunque difficile proporre questo “pacchetto” ai noi veneti, che sembriamo in molti casi preferire il brodo primordiale di Jesolo e dintorni alla particolarità unica del Sahara.

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